Il coraggio di cambiare

La sua vita aveva preso tante pieghe, nell’ultimo anno aveva cambiato un sacco di
cose: la storia che pensava della vita era finita, aveva affrontato un percorso
interiore che l’aveva portato a capire che non c’era più spazio per quella donna
come sua compagna, amante, convivente e non era stato facile, solo i castagni che
facevano da contorno alle sue passeggiate nei boschi sapevano quante lacrime aveva
versato irrigando quel pezzo di terra, sotto quel masso da dove si scorgeva la valle
verde, rigogliosa, simbolo di una vita che non si ferma mai, nonostante tutto il
domani arriva, ma a quel domani devi dare la forma, la sostanza che hai voglia tu,
sei tu che devi decidere come sarà il tuo domani, quali saranno i punti fermi e quali
invece le concessioni che sei disposto a fare. Non pensava di riuscire a fare
un cambiamento così radicale nella sua vita, invece aveva trovato la forza e adesso
sapeva che era quella giusta, dentro di se sapeva che l’aveva presa in sincerità e
coerenza con quelli che erano i suoi sentimenti: quando qualcuno non si ama
è inutile e ingiusto prenderlo per il culo, fingendo qualcosa che non si prova:
questa una delle sue regole in amore e questo aveva fatto anche quella volta.
Adesso si sentivano ancora, lei stava male, piangeva e a lui questo faceva male:
casse di malox erano diventate la sua compagnia, c’è chi mangia chewing-gum lui
mangiava quelle. Ma anche nonostante quelle lacrime, quel bruciore di stomaco
era sicuro della sua scelta e aveva ribadito che non c’era più posto per lei
come amante, amore ma che avrebbe voluto che lei ci fosse nella sua vita, perchè
lei era stata con lui in momenti importanti della sua vita, dolorosi e felici,
quando si parlavano da amici erano fantastici, si rideva, si scherzava come poche
volte dopo i vari cambiamenti che c’erano stati nella loro storia a causa della
malattia di lei e del di lui chiudersi a guscio di fronte ad alcune situazioni
che non aveva capito ne mai accettato. Adesso si prospettava un altro cambiamento.
Si perchè quel lavoro a cui aveva sacrificato volentieri le ferie l’anno prima
per casini lavorativi e con cui aveva litigato con lei adesso non faceva che
procurargli altro mal di stomaco e nessuna soddisfazione: ormai era dura entrare
la mattina ed uscire con il sorriso da quel posto. Sopra di lui un capo incapace,
si fregiava di un titolo preso perchè, boh chi lo sa, di certo non perchè era
bravo a sistemare problemi come dimostravano le telefonate al nostro eroe mentre
era in ferie, era in malattia per la risoluzione dei problemi più strani. Purtroppo,
dirai tu che stai leggendo questa mia storia, è una situazione che si trova in
parecchie aziende, persone ai posti chiave che guardi e dici “ma come ci sarà
arrivato quello in quel posto?” bhè le risposte possono essere molte, lascio a voi
l’immaginazione. Adesso però ci voleva di nuovo il cambiamento: non poteva
sacrificare il suo stomaco, il suo stare bene, il suo sorrridere a qualcosa che
cmq soluzione non avrebbe avuto, perchè nessuno nonostante le cazzate varie e
assortite che quello combinava, avrebbe mai preso in mano la situazione dandoci
un cambiamento e allora dentro di se si stava formando una convinzione sempre più
forte: sapeva di essere bravo nel suo lavoro, sapeva che la crisi non sarebbe durata
più di tanto e che ricominciare non sarebbe stato un problema: l’aveva già fatto,
ci si sarebbe buttato anima e corpo, l’avrebbe sfangata ancora, qualcuno diceva ogni
sera alla tv “only the brave” e lui ci credeva: aveva un sogno, ci credeva tantissimo
che fosse IL sogno che avebbe cambiato la sua vita in meglio e quel lavoro che adesso
gli causava mal di pancia atroci era l’ultimo ostacolo: bene sarebbe stato abbattuto,
ma prima una piccola soddisfazione personale: guardare negli occhi quel piccolo uomo
e dirgli “tu sei il mio capo vero? Bene, dovresti saperne più di me quindi non avrai
nessun problema ad arrangiarti visto che qui c’è la mia lettera di dimissioni, a
partire” un rapido sguardo all’ora “da adesso” ed uscire per sempre da quel posto,
finalmente più leggero.


Love and science

Semplice ma perfetta. L’originale sta qui

E nella testa..

Una musica mi fa diventare pazzo… Ehm no quella era na canzone di Baglioni :lol_tb: qui invece al posto di una musica c’è un’idea che mi fa diventare pazzo, anzi no euforico. :ponder_tb: E’ da una vita che sogno un viaggio verso la Finlandia, verso Capo Nord e quest’anno per motivi vari sono libero, pronto per partire se solo mi gira così e se riesco a far combaciare il tutto. Adesso è ancora un’idea che è dentro di me, insieme ai mille resoconti che ho letto di gente che è andata in moto e alle loro impressioni, dentro si sta formando quello strato che fa da base alle pazzie, visto che questo è un sogno già da tempo e mò spetta a me prendere quella base ed elaborarla per farla diventare qualcosa di concreto: un viaggio in solitaria verso la Scandinavia, verso una terra che mi ha sempre attratto ma che soprattutto mi porterebbe al mio “limite”, sapere di cosa son capace, se riesco ad avventurarmi tutto solo fin lassù oppure girare indietro alle prime difficoltà.. Non so cosa nascerà ma da adesso taggo tutti i post riguardanti questo argomenti con la parola Finlandia così se volete sapere che ne è di questo mio pazzo sogno, bhè avete solo da leggere qui sopra 😉

Bivio

Lungo i bivi della strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino…

Susanna Tamaro

LifeStream

Il bello di questi cosi moderni è che tu puoi percorrerli, alimentarli mentre la tua vita va avanti, ma anche tornare indietro, risalirli e a volte ti serve per capire che tutti ti hanno sempre giudicato no stronzo per quella decisione, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirtelo. E la cosa sta volta, per una volta e forse per la prima volta mi rimbalza. Che sia veramente cambiato? No perchè le casse di malox servono ancora…

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