Policlinico Casilino? No, grazie

Purtroppo domenica notte mia moglie ha accusato forti dolori all’addome e sospettando un’appendicite, alle 5.30 eravamo al pronto soccorso del Policlinico Casilino. Da lì son cominciati una serie di scontri con la gestione di questo ospedale. Per prima cosa prima di riuscire ad emettere una diagnosi certa, ci sono volute 6 ore, dico 6 ore e fortunatamente non era un caso in cui c’era urgenza, altrimenti saremmo stati in un bel guaio. A questo punto decidono di provare la terapia antibiotica, perché al chirurgo l’operazione sembra un po troppo, salvo cambiare poi idea alle 17 di pomeriggio e decidere di operare. Fortunatamente tutto va bene e mia moglie torna in reparto in ottimo stato e le chirurghe che l’hanno operata si premurano di cercarmi e di farmi sapere che è tutto ok, cosa non tanto banale visto che mentre stava al pronto soccorso, l’unica cosa che ho letto per 6 ore è stato un tabellone dove c’era scritto sommariamente quello che veniva fatto ma niente di più.

Una volta in reparto, con un letto trovato al volo perché pieno l’ospedale, ci troviamo a nostro agio, perchè dopo aver saputo che abbiamo un bambino di 2 mesi e una figlia di 4 ci permettono in orario di visita di portarlo per continuare l’allattamento al seno. Tutto contento oggi arrivo con i miei figli e con mia suocera, mia moglie inizia l’allattamento ma veniamo interrotti perché doveva essere trasferita ad altro reparto, proprio in quell’orario e sapendo che avrebbe allattato. Ok ci spostiamo, caricati tutto e andiamo. Appena entrati nel nuovo reparto arrivano due infermiere che con tono molto acido ci cacciano via, nonostante gli abbiamo spiegato che avevamo il permesso di allattare. 

Ora questo è il pessimo esempio di come funziona un ospedale, primo fra tutto il corpo degli infermieri che hanno il dovere per il lavoro che fanno di usare tatto con i pazienti visto che la gente in quei posti non ci va per divertirsi e a maggior ragione quando ci sono bambini così piccoli. La seconda cosa che balza all’occhio è la totale disorganizzazione che regna in quei posti.

Per quanto mi riguarda, spero di non averne più bisogno ma sicuramente non ci andrò mai più. Meglio qualche km di più ma strutture nettamente migliori.

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