Eh già..

Ogni volta che vedo quei punti, dentro si rompe qualcosa… 

La lunga attesa

Finalmente la data era fissata, tutto sembrava che finalmente combaciasse, il lungo cammino che li attendeva sarebbe cominciato di li a poco.
Ogni sera guardavo quel piccoletto che girava per casa, mentre serio serio, cercava di riempire al meglio un barattolino e sentivo il cuore che aumentava quel bum bum atavico. Davvero sarebbe dovuto entrare in sala operatoria? In base a quale beffardo destino si era deciso che per quel campione tutto sarebbe stato in salita?
Erano queste le domande che da circa 13 mesi mi giravano in capo, domande alle quali nessuno avrebbe potuto rispondere, se non un qualcuno lassù che però di risposte ne dava ben poche.
Fino ad allora avevo sempre risposto alle domande sugli interventi, quasi con distacco, guardato le foto di altri bambini con gli espansori come se fosse una cosa lontana, ma adesso c’era qualcosa di certo, una data. Si una data a volte rende più fisse le cose, più reali: sai che in quel giorno succederà, non puoi più far finta di nulla per regalarti una tranquillità che ti serve per reprimere sentimenti di rabbia, per far finta di aver accettato tutto, quando invece sai benissimo dentro di te che non hai accettato e non lo farai mai, perchè non è giusto che per lui sia tutto più difficile.
No, cazzo, non potete chiedermi questo. Non lo accetterò mai.
Una data dicevo, si una data che mi porterà di nuovo in un ecosistema che ho sempre guardato con apprensione da quel giorno dove mi dissero “suo padre ha un cancro allo stomaco” e da lì una catena di eventi che lo portarono via da me, non senza lacrime, bestemmie e quant’altro.
Un ecosistema a misura di bambino, questo si, ma che ti obbliga a fare i conti con quanto sia dura questa vita. Vedi piccoli guerrieri che devono lottare per iniziare e continuare a vivere, vedi mostri più grandi di loro che da dentro li mordono e loro con quella innocenza che è loro tentano di reagire sorridendo, prendendolo quasi come un gioco o una vacanza lontano da scuola.
Un ecosistema fatto anche di madri e padri, con due volti, uno che sorride, che stringe e abbraccia il figlio o la figlia e l’altro nascosto, che soffre, che teme ogni volta che un personaggio con il camice biano si avvicina portando chissà quali notizie dall’ultimo esame fatto.
Un ecosistema fatto di professionisti che hanno fatto del lato umano una caratteristica stupenda, un rapportarsi con i piccoli pazienti come se fossero degli zii, delle zie amorevoli e preoccupate per il loro stato di salute.
Tutto questo tra poco mi accoglierà di nuovo e di nuovo sarò li al fianco del mio piccolo campione sarà tutto facile? Sarà tutto in salita? Non lo so, ho solo una data. Quello che so che lui non sarà mai solo, mia moglie non lo sarà, ancora una volta vedremo chi la vincerà, se quelle macchie bastarde o noi. E io sono pronto, i guantoni li metto volentieri se in ballo c’è un sorriso delle persone che amo.

Come stai?

Una domanda semplice vero? Talmente semplice, che nessuno la fa o almeno tutti danno per scontato che tu sia quello sempre pronto e tranquillo, che i loro problemi siano sempre più grossi dei tuoi e che partendo da questo presupposto si possa fare tutto quello che ci passa per la testa. Invece no cazzo.

Una semplice domanda, ma che fa capire a chi viene rivolta che uno ha a cuore almeno per quei 10 minuti di conversazione come stai, cosa ti passa per la testa, insomma ti dedica del tempo.

E in questa società dove tutto corre, noi siamo abituati ad avere ritmi frenetici senza manco sapere poi che succede se rallentiamo per un attimo, dedicare del tempo è la cosa più preziosa che possiamo dare a chi ci sta a cuore veramente.

Pensieri sparsi dopo il Mugello – MotoGP 

Ed eccoci al consueto appuntamento del martedì dove dico la mia sulla gara della MotoGP. Questa volta eravamo su uno dei circuiti più belli del mondo, il Mugello e devo dire che nel bene o nel male lascia sempre il segno.

Partiamo dal bene, il duello all’ultimo giro tra Lorenzo e Marquez è stato spettacolare, quei coglioni che speravano si stendessero meritano la serie A, non uno sport come il motociclismo.

Il male è un motore scoppiato che rende tutto più difficile per Valentino, anche se lo vedo bello carico. Mi sa che il mondiale è ancora molto lungo e vediamo perché il nonnetto qualche coniglietto dal cilindro potrebbe anche tirarlo fuori. Male perché di motori saltati in casa Yamaha se ne contano due, a distanza di poche ore e la cosa merita un’indagine bell’approfondita. Male perché Vinales sparisce in gara e insieme a lui un Iannone che fa a cannone le fp che non servono ma deve ancora capire come fare una partenza degna di questo nome, non si sa se per colpa sua o della Ducati. Male perché degli idioti hanno lanciato pomodori al podio e come sopra è meglio se tornano allo stadio, fortunatamente son pochi.

Pensieri sparsi dopo il gp di Francia – Motogp

Ed eccoci al consueto appuntamento del martedì dopo il gran premio con le mie considerazioni al riguardo. Oggi parliamo del gp di Francia, corso a Le Mans.

Per prima cosa, dopo le critiche rivolte nelle puntate scorse, vorrei fare i complimenti a Lorenzo, perchè per quanto riguarda la guida è stato fenomenale, imbattibile dal primo giro sul circuito nelle prove all’ultimo della gara. E fortunatamente anche nelle interviste è stato bello sobrio 😀

La seconda cosa che balza agli occhi è la rimonta di Valentino dove un secondo posto partendo dalla terza fila, vale oro per quanto riguarda il campionato. Certo è che tutti i problemi del venerdì non sono la strategia migliore per affrontare avversari del calibro di Lorenzo, bisogna cominciare prima a mettersi a posto in maniera da arrivare alle qualifiche e alla gara con più tranquillità. La cosa bella di questo è che deve per forza dare spettacolo con sorpassi e domenica ne abbiamo visti di belli, soprattutto su Marquez e Dovizioso.

La terza cosa è la debacle Honda e Ducati, motivi diversi ovviamente, ma sono moto che dovrebbero riuscire a stare tranquillamente con la M1 ma per vari motivi, leggi setting, motore troppo irruento, quando c’è da forzare finiscono per terra.

La quarta cosa è il podio di Vinales con la Suzuki capitanata da un ottimo Davide Brivio, che porta a casa un risultato che mancava dall’era Capirossi quindi tanto tanto tempo fa. Speriamo che convinca il pilota della bontà del progetto e quindi di firmare di nuovo con loro, sono un romantico ma mi piacerebbe vedere il talento spagnolo portare in alto la Suzuki.

La quinta cosa è il podio di Fenati in Moto3 e di Corsi in Moto2, che in vista del Mugello fanno ben sperare per un tricolore che sventola sul gradino più alto del podio.

L’ultima cosa è l’idiozia di alcune testate giornalistiche online, che accusano Rossi di una ferocia nei confronti di Lorenzo, quando subito dopo la battuta detta ridendo ha fatto i complimenti al compagno di marca per l’ottima gara corsa. Cosa non si farebbe per qualche click….

libero

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