Lui guardava il maxischermo appeso alla parete dell’ambulatorio e dentro sentiva qualcosa muoversi, era qualcosa di profondo, di ancestrale: era l’amore verso i propri cuccioli che in ogni animale che popola questo nostro pianeta è innato, viene alla luce mentre lo vedi per la prima volta e per lui era proprio così: quel piccolo fagiolo era un estensione della sua vita, un pezzo di lui. La ginecologa prese il dopler e lo posizionò sulla parte dove stava formandosi il cuoricino del piccolo e subito la stanza venne innondata dal suono di quel piccolo tamburo: bum bum bum bum. Il giovane in quel momento sentì il suo di cuore unirsi in un ritmo ancestrale, suoni e ritmi di una canzone mai scritta ma che è quello che da sempre intona la vita e seppe di non poter più fare a meno di quel piccolo fagiolino, perchè seppur così piccolo già lo amava come solo la mamma, che in quel momento sdraiata sul lettino, aveva gli occhi bagnati da lacrime silenziose. L’emozione non ha voce, cantava qualcuno e in lui tutto era brivido di emozione ogni volta che un bum si palesava alle sue orecchie, esplosioni di felicità, di commozione, di amore, di consapevolezza che tutto era al posto giusto lo facevano rimanere lì, incapace di emettere un suono se non una risata, come quando gli era stato detto che lei era incinta: la gioia che provava era talmente grossa che non trovava le parole, solo risatine, nella testa migliaia di pensieri tra i quali uno: quel sogno dove insieme al padre stava cercando dove piantare una camelia nuova nel loro giardino, adesso la camelia si era trasformata in qualcosa di più vivo, di più bello e per lui insieme a quella gioia c’era anche la consapevolezza che il faro continuava a guidarlo e che in qualche modo era lì con lui, forse non in maniera palpabile come potrebbe esserlo na persona viva, ma con segnali che andavano decifrati ma che gli facevano capire che stava appoggiando quello che stava costruendo a piccoli passi: una mano invisibile sulla spalla: da molto l’aveva cercata, aveva pensato di averla ed ora c’era la consapevolezza di averla trovata.