Facebook e la sua visione d’amicizia

Oggi stavo seguendo le notizie sul nuovo servizio che Google vuol far partire per entrare in concorrenza con Facebook e gli altri social network, dopo il fallimento di Wave e di Buzz: il primo legato alla complessità, il secondo alla mancanza di privacy regnata all’inizio che non è mai stata digerita dal grande pubblico della rete e mi sono imbattuto in una presentazione da parte di Paul Adams, capo della ricerca nel campo del sociale vista con gli occhi di un utente: insomma si occupa di capire cosa vorrebbero trovare gli utenti quando usano i social network e questa presentazione (la trovate qui) mette in risalto qualcosa che ho scritto pure io e altri in post come questo dove evidenzio il grosso utilizzo improprio della parola amici che viene fatto su questo social network e dove tutti quelli che conosci sono messi in un unico calderone. Questo è un macroscopico bug, perchè come sappiamo benissimo noi e come evidenzia Paul nella sua presentazione, ogni persona si comporta in maniera diversa a seconda del contesto dove sta per esempio è possibile che in giro con gli amici si sparino più cazzate di quello che si faccia in famiglia o ancora meglio è possibile che anche i gruppi di persone che frequenti siano importanti per te in maniera diversa, alcuni li senti sempre, altri meno, altri ancora non li senti proprio se non in occasioni particolari e ovviamente quello che condividi con questi gruppi non sarà uguale, ma commisurato a quanto tu li reputi importanti, mentre per facebook tutti so uguali, tu uppi na foto e tutti i tuoi amici la vedranno, anzi se non hai settato bene la privacy il mondo vedrà di te ubriaco sotto un tavolo. Google me.. da tenere sott’occhio perchè con queste basi sembra partire bene, mo vedremo l’applicazione quando uscirà.

By |2015-02-09T13:06:52+00:00Agosto 25th, 2010|Tecnologia|0 Comments

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