Senza Titolo

E dopo la sorella più grande anche la seconda delle Cudicini ha deciso di venire da me per rendermi noto quello che per lei sono. Tutto è successo dopo che Eva se n’è andata. Stavo per mettermi sul divano ad ascoltare un po’ di musica con il mac davanti a me pronto per scrivere pensieri e campionare giri di note che potevano tornarmi utili nella composizione del nuovo singolo che quelli della casa discografica mi stanno chiedendo da tipo 6 mesi, ma che nella mia mente non appare, buio completo o come dice Chicca della casa di produzione “periodo di scazzo nero” con la sua amica Verdiana che scuote la testa come per dire che non è possibile battere quei momenti, bisogna aspettare che passino e io li che faccio tutti gli scongiuri possibili ma senza effettivamente un risultato utile visto che sono circondato in questa camera da mille pallottole di carta a ricordarmi di strofe cominciate ma mai continuate perché mancava sempre qualcosa. Sento suonare la porta e vado ad aprire tranquillo pensando che fosse Eva che avesse dimenticato qualcosa ed invece mi trovo di fronte Alice che salta dentro in casa senza nemmeno aspettare che io la inviti ad entrare.
“ciao Aly, che posso fare a quest’ora della notte per te?”
“Niente, non puoi fare assolutamente niente, ma volevo che sapessi che per me sei uno stronzo, un egocentrico che pensa solo al successo e che se n’è fregato altamente di mia sorella e di sua figlia, basta portare avanti il suo disco, basta avere quelle smorfiose che ti acclamano ad ogni concerto sbavanti”
La mia faccia mi sa che non dev’essere stata delle migliori perché Alice senza lasciarmi dire niente ha continuato come un fiume in piena.
“si perché se almeno avessi avuto un po’ di palle avresti trovato il tempo per stare con loro, con quella che chiami la tua famiglia, ma che poi alla fine metti dietro al successo e non ti lamentare se mia sorella ti ha sfanculato, è brutto rinunciare a tutti i propri sogni per sentirsi sempre al secondo posto, per venire dietro agli applausi, alla tua manager e a tutto il resto del mondo incantato che il successo ti ha portato. Poi la mossa di andare a piangere da mio padre dopo che hai combinato tutto il casino è stata veramente fantastica, non riesci nemmeno a difenderti, hai bisogno di qualcuno che ti tenga la mano sulla spalla mentre combatti le tue battaglie? Non sei ancora diventato uomo abbastanza, nonostante quello splendore di nipote che mi hai dato?”

L’impatto con il mondo è sempre forte
per chi vorrebbe solo farne parte
e avere almeno due o tre cose certe
e avere un Dio che si diverte

“Alice per prima cosa ti ringrazio per la considerazione che hai di me, pensavo che un minimo ti fossi simpatico invece vedo che era tutta apparenza: bene adesso sono contento di sapere cosa veramente pensi di me, così mi saprò regolare in futuro quando mi telefonerai piangendo per chiedermi consiglio sul tuo Walter che ha combinato l’ennesima cazzata e tu non sai che pesci pigliare. Si perché io sarò pure uno stronzo ma uno di quelli che ti fa comodo vero? No non aprire più bocca fino a quando non ho finito di parlare perché le cose non stanno proprio come hai raccontato tu a tutto il vicinato per quanto hai urlato. Si hai sentito solo la campana Eva e mi hai giudicato colpevole senza nemmeno darmi la possibilità di difendermi ma purtroppo non è proprio così la storia, non c’è solo oro, luci e ragazzine che urlano davanti al palco e che vogliono fare irruzione nel camerino nella mia vita così dorata come la descrivi tu. Guardati in giro, le vedi tutte le palle di carta che ci sono sparse? Sai non è che mi diverto a giocare a calcio nella mia stanza d’albergo, mi piacerebbe ma purtroppo sono la prova vivente che è da quasi 1 anno che non esce nulla, nulla di buono che possa essere messo in musica e sai perché non posso dire di no alla mia manager che sta così tanto simpatica a tua sorella? Perché se no perdo tutto, si l’unico sogno che mi è rimasto potrebbe andare a fanculo tra non meno di una settimana se non presento qualcosa di decente, ma adesso non c’è nulla, assolutamente nulla, il vuoto. Sai qual è la mia colpa? Che ho provato a difendere la mia famiglia da questa realtà, da questo mio vuoto, perché erano le uniche persone che non chiedevano nulla da me, ma mi davano tantissimo: un bacio da tua sorella, un sorriso da mia figlia ecco da dove arriva la forza per continuare a dire si, a mentire ai produttori dicendo che sto lavorando come un matto quando l’ispirazione se n’è andata. Sai che è successo quando ho provato a dire tutto questo a tua sorella? Mi ha guardato e mi ha detto che non era possibile, io sono un cantautore, le parole e le canzoni mi nascono dentro come i fiori crescono in un campo e mi ha chiesto se volevamo andare a fare shopping in via del Corso. Ecco il supporto che ho avuto, chi viveva nel mondo dorato? Io o lei? Vedo dalla tua faccia che queste cose non le sapevi eh? Brava! Adesso hai sentito anche l’altra campana, quella dello stronzo egocentrico e fammi un favore: prendi il tuo cappotto, i tuoi insulti e torna da dove sei venuta. A me sinceramente dai la nausea in questo momento”.

E quando canterai la tua canzone
e te ne fregherai di quanto piove
la urlerai in faccia a chi non vuole
e non sa sentire

Il cellulare che vibra sopra il tavolo, lo prendo dopo che ho chiuso la porta, guardo il display: Ginevra.
Lo slide per rifiutare la chiamata è lì pronto che mi aspetta, per il resto di questa notte voglio stare spento, del mondo fatene quello che volete, ma giù le mani dalla mia vita: quella è mia.

By |2010-11-13T13:31:10+00:00Novembre 13th, 2010|Racconti|0 Comments

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