Mio figlio è celiaco, che fare?

Vorrei scrivere il mio parere su una patologia che mi tocca da vicino, in quanto sono celiaca da quasi 20 anni ed in tutti questi anni ho incontrato tantissimi genitori e tantissime persone che vivevano questo problema, spesso in modo totalmente sbagliato.

Per chi non conoscesse il problema la celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, componente proteica del frumento e di altri cereali quali l’orzo, l’avena, farro, segale e tutti i loro derivati. Eliminare il glutine dalla dieta per il momento è l’unica cura da seguire, nel caso venga diagnosticata.

Esistono diverse tipologie di celiachia:

➡ Celiachia Tipica: si manifesta con diarrea e forti dolori addominali. Ciò comporta un calo di peso ed una debilitazione generale del soggetto.

➡ Celiachia Atipica: la maggior parte dei soggetti celiaci presenta questa tipologia, in cui i sintomi non sono rilegati solo all’apparato gastrointestinale ma riguardano anche l’anemia sideropenica (carenza di ferro), osteoporosi, dermatite erpetiforme, bassa statura. In questi casi la diagnosi non arriva in breve tempo in quanto bisogna valutare un quadro clinico più complesso.

➡ Celiachia Silente: non si manifesta con sintomi particolari e l’unico modo per scovarla è tramite l’esame della parete intestinale, riscontrando l’atrofia dei villi .

➡ Celiachia Latente: caratterizza persone che presentano ancora una parte intestinale normale, ma risultano positivi agli anticorpi AGA e EMA. Per cui è bene tenere la situazione sottocontrollo e monitorarla.

➡ Celiachia Potenziale: anche questa forma non presenta alterazioni della mucosa intestinale, ma questi soggetti hanno una predisposizione genetica alla malattia. In questi casi la celiachia non è già sviluppata in forme gravi, ma essendo alto il rischio di sviluppo futuro sono consigliati screening periodici.

Fonte: http://www.celiachiamo.com

Dal punto di vista psicologico spesso sono i genitori a non saper affrontare questo problema, rendendo il bambino insicuro e soprattutto facendolo sentire diverso.

➡ Il primo passo è quello di convincersi che il proprio figlio non è malato, non è diverso dagli altri e soprattutto non è vero che non potrà mai avere una vita serena!

Semplicemente deve mangiare cose diverse, ma questo non vuol dire rinunce insopportabili..diverse volte mi sono sentita dire “la tua vita è rovinata allora!” solo perchè non posso mangiare un cornetto al bar??? 😯

➡ Il secondo passo è quello di parlarne con il bambino nel modo più affettuoso e amorevole che ci sia. Molti pensano che i bambini siano troppo piccoli per capire certe cose, ma tutto dipende da come glielo diciamo e soprattutto da quanto sfoghiamo su di loro la NOSTRA frustrazione..

Ero in un bar a prendere un caffè ed è entrata una signora con una bambina di 8-9 anni, lei ha ordinato un caffè ed una cosa di pasticceria..la bambina ovviamente voleva prendere qualcosa pure e la madre le ha urlato contro dicendole che non poteva mangiarlo e stava solo facendo i capricci..lei si godeva la sua bella colazione ed ha totalmente MORTIFICATO la bambina trasformando il suo problema in un capriccio!

➡ Il terzo passo è quello di rendere il più normale la vita del bambino, cercando di far crescere in lui quel senso di responsabilità. Soprattutto non cercare di proteggerlo dal mondo esteriore come se ci fosse un mostro pronto ad attaccarlo ovunque si giri..lasciandolo andare a feste, uscire con gli amici, fare sport, e tutte quelle attività NORMALI che fanno tutti i bambini.

Ho conosciuto TROPPI genitori e TROPPI ragazzi che sono cresciuti in una teca di cristallo, vivendo con il terrore della contaminazione, evitando qualsiasi tipo di attività! Un ragazzo che incontrai non era MAI entrato in un pub perchè qualsiasi tipo di ristorante, bar, pub, gastronomia era il maligno e ci sarebbero state contaminazioni 😯 Perchè andare in pub e prendere una coca cola confezionata con gli amici dopo cena può essere pericoloso?

Quando ero piccola, subito dopo la diagnosi, sono andata a diverse feste di compleanno..tavoli pieni di panini, patatine, bibite..le classiche feste di bambini. Io mi sono SEMPRE portata i miei paninetti da casa, ben conditi e TUTTE le volte c’era sempre qualche bambino che era invidioso e voleva mangiarsi il mio! non mi è MAI successo che qualcuno mi prendesse in giro..non dico che è impossibile, ma mi chiedo il bambino è più felice restando a casa, isolato da tutti, oppure in mezzo ad una festa con il suo panino “speciale”?

➡ Quarto ed ultimo passo: Cucinare cucinare e cucinare. Ci sono mille ricette da fare e da riproporre in versione senza glutine, e vostro figlio sarà la persona più felice del mondo, se invece del cornetto del bar, gli proponete una deliziosa Sacher o una Torta di Mele fatta in casa.

Quindi sia per i genitori che per quelli che scoprono di essere celiaci da grandi, la vita non finisce..acquista solo sfumature diverse!

Non bisogna vivere nel terrorre perchè spesso e volentieri questa patologia porta ad un vero e proprio blocco psicologico! quindi SVEGLIATEVI e vivete felici 😀

 

By |2012-09-03T17:49:49+00:00settembre 3rd, 2012|Puericultura|0 Comments