E se poi prende il vizio?

Il titolo di questo post prende spunto da un libro scritto da Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale che si occupa di puericultura e di fisiologia di gravidanza, parto e allattamento. E non è un caso perchè è uno dei libri da cui prendo spunto per scrivere questo post… Appena una donna partorisce e torna a casa col bambino, la prima cosa che si sente dire da almeno un familiare (ma spesso anche più di uno, se non tutti!) è: “Non prenderlo sempre in braccio appena piange, sennò lo vizi e poi non riesci più a fare niente!”…Ecco questa è una delle frasi che più fa imbestialire le mamme ed anche una delle più sbagliate che possano essere dette! Innanzitutto un bambino appena nato si trova catapultato in una realtà del tutto nuova e dopo essere stato per nove mesi raccolto e protetto nel grembo materno, si sente spaesato ed ha quindi un estremo BISOGNO di contatto con la mamma da cui è stato separato: deve riconoscere il suo battito, il suo odore, la sua voce per sentirsi protetto. Non è un caso che i neonati non riescano a dormire in culle enormi, se non avvolti da coperte, asciugamani, o quant’altro, proprio perchè hanno bisogno di sentirsi protetti e stretti da qualcuno o qualcosa. Seconda cosa: una mamma ha portato dentro sè per nove mesi suo figlio ed anche lei ha subito un distacco! Non lo sente più muoversi dentro di sè,  non è più tutto per lei ma a “disposizione” di tutti i parenti e amici che corrono affollati per coccolarlo un po’ e per dirle quello che deve o non deve fare, senza che nessuno abbia chiesto consiglio. La mamma è quindi la prima a VOLER tenere il bambino in braccio e ogni mamma lo fa anche perchè poi sa bene che quei momenti voleranno in un secondo e nessuno glieli potrà mai ridare indietro! In un secondo te li trovi che già camminano e quasi ti dimentichi di cosa si provi ad avere un piccolo esserino tra le braccia che dipende completamente da te! Molte persone parlano a sproposito non pensando che per i neonati il pianto è l’unico modo per comunicare i loro bisogni, e che se questo modo di chiedere aiuto non viene ascoltata, la risposta da parte del neonato è sì che piangerà sempre di meno, ma anche e soprattutto che piangerà sempre meno perchè avrà capito che tanto nessuno accoglierà alle sue richieste di attenzione, di aiuto, di amore! Triste, no?! E allora perchè non mandare gentilmente a quel paese coloro che hanno queste uscite per nulla scientifiche e per nulla geniali, e continuare a cullare con amore il proprio fagottino prima che cresca e si abbiano rimpianti a vedere le carrozzine altrui? Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento dei “falsi vizi” consiglio vivamente il libro, il cui titolo è lo stesso di questo post.

By |2012-08-28T16:36:27+00:00agosto 28th, 2012|Puericultura|0 Comments