Il corso-preparto e la respirazione durante il travaglio: sono davvero utili?

Negli ultimi decenni c’è stato un boom di diffusione dei corsi pre-parto in Italia… Tuttavia nella mia piccola esperienza ho potuto constatare che molte persone sono ancora molto scettiche nei confronti della loro utilità. “Il parto è una cosa naturale, non servono così, viene da sè, e poi la respirazione che ti insegnano non serve a nulla!”: quanto c’è di vero in questo luogo comune che spesso le donne in gravidanza si sentono dire, dopo aver affermato che frequenteranno un corso pre-parto? Beh, innanzitutto io non sono ostetrica, solo una semplice biologa, ma sono anche una mamma che ha fatto un parto naturale a seguito di un travaglio per nulla rapido, nonchè indotto. Quindi prima di tutto per esperienza posso dirvi che, sì è vero il parto è un evento naturale nella vita di una donna, che il tutto viene da sè sul momento, ma che il corso pre-parto è molto utile anche per avere moltissime altre informazioni sulla gravidanza e sul parto, che esulano dal “semplice” imparare a respirare o a spingere. Durante il corso pre-parto gioca molto la componente psicologica del particolare momento che si sta vivendo: ci si può confrontare con altre donne che sono nella tua stessa identica situazione in quel preciso istante, con cui quindi si possono condividere emozioni, gioie, ma anche paure e timori di vario tipo. Ti guardi intorno e non hai paura di chiedere all’ostetrica una determinata cosa che ti frulla per la testa, perchè sai che molto probabilmente tra le altre donne ce ne è qualcuna che ha molte più insicurezze, domande e paure di te su quanto sta vivendo o sta per avvenire. Ti senti capita, compresa, che in un momento come quello è già TUTTO, ed è fondamentale! Si imparano inoltre nozioni di alimentazione, ginecologia, anestesiologia, psicologia, ostetricia e per finire… la tanto famosa respirazione, che non è per nulla inutile! Io sono stata la prima ad essere scettica, eppure l’ho utilizzata e ne ho tratto reale beneficio. Beneficio che non vuol dire “non sentire più dolore” ma imparare a gestirlo concentrandosi su qualcos’altro che non sia il dolore, e quindi non sprecare energie urlando e, a livello fisico, ossigenare di più il tuo corpo che vuol dire sentire meno dolore col passare delle ore perchè si forma meno acido lattico a seguito della contrazione ritmica dell’utero. Ma in cosa consiste questa famigerata respirazione? Nel “semplice” inspirare profondamente e lentamente col naso, ed espirare altrettanto lentamente tutta l’aria con la bocca. Questo va fatto dall’inizio alla fine della contrazione. A me ha aiutato moltissimo: provare per credere 😉

Fonte: Pianeta Mamma

By |2013-02-27T16:08:09+00:00febbraio 27th, 2013|Puericultura|0 Comments