Taglio Cesareo: quando è veramente necessario?

Molti di voi si saranno imbattuti in donne a fine gravidanza che per scelta hanno chiesto di partorire con taglio cesareo, programmato senza motivazioni MEDICHE valide… Perchè? Secondo uno strano luogo comune molte donne, e non solo, credono che il parto cesareo sia sinonimo di “non soffrire”: chi l’ha detto? Il taglio cesareo è un vero e proprio intervento chirurgico, che porta con sè tutti i dolori connessi al post-operazione, con lenta ripresa da parte della madre che invece dovrebbe iniziare ad occuparsi del neonato… Conosco personalmente donne che hanno impiegato 10/20 giorni a tornare alla vita “normale” perchè vuoi o non vuoi, la ferita tira, la pancia fa ancora male, ecc ecc… e questi dolori non possono essere minimamente paragonati ai punti che tirano dopo una episiotomia, che per quanto fastidiosa ti permette da subito di occuparti del neonato e di tutto il resto! E poi, che l’hanno inventata a fare l’anestesia epidurale? Se avete paura del dolore, potete benissimo partorire naturalmente cercando delle strutture ospedaliere che vi garantiscano l’anestesista 24 ore su 24! Si tende poi a parlare di “ore di travaglio” come il numero di ore trascorse tra il momento del ricovero e l’ora della nascita del bambino: in realtà, come è intuitivo pensare, non è così!!! Il travaglio inizia quando iniziano contrazioni REGOLARI E RAVVICINATE nel tempo, quindi in media quando si hanno contrazioni che durano circa un minuto e che si ripetono ogni 3 minuti circa. Pertanto i travagli che durano giorni, non esistono perchè ovviamente si prenderebbero provvedimenti se così fosse! Io stessa ho avuto una induzione che ha portato alla nascita di mia figlia dopo 19 ore, ma non sono state 19 ore di travaglio! Il travaglio è durato circa 8 ore (un tempo normalissimo per una primipara!), tutti i dolori precedenti le contrazioni regolari sono PRODROMI, altra fase normalissima prima del parto e che non va conteggiata per decidere o meno un parto cesareo, nè tantomeno per sentirsi dire che “quando è così è meglio fare il cesareo”! Non solo, secondo un altro strano luogo comune molte “nonne” credono che il parto cesareo sia esente da rischi: NIENTE DI PIù SBAGLIATO, anzi SBAGLIATISSIMO! Il taglio cesareo porta con sè tutti i rischi legati AD OGNI INTERVENTO CHIRURGICO, per non parlare del fatto che il neonato trae invece beneficio dagli ormoni materni che circolano durante il travaglio e che la “spremitura” che subisce durante il passaggio nel canale vaginale lo aiuta a fare il “primo respiro” senza troppi interventi da parte del personale della neonatologia subito dopo la nascita. Non è infatti un caso che alcuni neonati abbiano distress respiratori dopo la nascita con parto cesareo. Ma veniamo a noi: quali sono le condizioni in cui l’OMS sostiene invece come necessario un parto cesareo?

-In caso di presentazione podalica del feto

-In caso di patologie materne (lesioni genitali da Herpes Virus o da HPV, infezione da HIV, crisi ipertensive durante il travaglio, ecc…)

-Parto gemellare in cui il primo gemello non sia in posizione cefalica

-Parto multiplo con più di due gemelli

-Placenta previa

-Complicazioni varie durante il travaglio (sofferenza fetale, ecc…)

E’ inoltre opinione comune ritenere che dopo un primo parto cesareo, i parti successivi debbano essere espletati secondo la stessa modalità. In realtà in molte strutture ospedaliere viene consentita la possibilità di effettuare un “travaglio di prova” in quanto a livello medico esiste la possibilità (salvo complicazioni) di tentare quello che viene chiamato VBAC (Vaginal Birth After Cesarean, Parto Vaginale Dopo Cesareo), poichè il rischio di rottura dell’utero (1 caso ogni 300 parti) è più basso del rischio di aborto dopo l’amniocentesi (1 caso ogni 100). In basso troverete i link a cui fare riferimento per avere maggiori informazioni sull’argomento, ma in sostanza riassumendo il messaggio che tento di trasmettervi è il seguente: donne, non privatevi a priori della possibilità di tentare un parto naturale, perchè come dice la parola stessa è la natura che ci ha reso in grado di farlo, e non cercate a priori un cesareo per paura di soffrire perchè le alternative se volete ci sono. Cercate strutture ospedaliere che vi lascino la possibilità di muovervi liberamente durante il travaglio e che ricorrano al taglio cesareo solo in caso di reale necessità… e vi assicuro che non ve ne pentirete!

 

Documento della regione Lazio sul cesareo

 

http://www.vitadidonna.it/gravidanza/4013-unaltro-cesareo-no-grazie-lavbac.html

 

 

By |2012-07-25T10:35:52+00:00luglio 25th, 2012|Puericultura|0 Comments