E quel groppo in gola

Sabato pomeriggio siamo andati a fare due passi a Villa Borghese, in occasione della visita di Federica a Roma: quel posto per me è sempre magico, non so cosa sia ma ogni volta che mi ritrovo sotto i suoi alberi, a passeggiare per i suoi viali mi sento a casa, mi sento protetto. E sabato questa sensazione si è trasformata in commozione: ad un tratto Ginevra ha voluto la manina per fare due passi, i primi in quel posto. Io mi son dovuto girare perchè mi ha preso un nonsochè… Vederla lì, che camminava e rideva, in quel posto che per me significa tantissimo è stata una grandissima emozione. Tu chiamalo se vuoi “groppo in gola”.

By |2012-11-19T17:22:06+00:00novembre 19th, 2012|Il libro della Vita|1 Comment

Confessioni, per sempre

Dopo una serata movimentata come quella, ci voleva una doccia, di quelle lunghe e calde che rimani sotto il getto e lasci che l’acqua scorra su di te portando via anche tutti i pensieri che hai dentro, in quella nuvola di vapore che avvolge il bagno. Ma basta uscire e vedi un sms sul cell “hai un nuovo messaggio in segreteria, se vuoi ascoltarlo chiama 123456 e segui il menù” e i pensieri tornano, bastardi come prima a non darti pace finchè non componi quel numero e ascolti questo:

“Volevo dirti che mi dispiace davvero per quello che è successo, per tutto quello che è successo. E’stato stupido no?
Ed è questo il motivo per cui non volevo passare del tempo con te, perché se passo del tempo con te non riesco ad andare avanti, finisco a baciarti solo per averti guardato negl’occhi e…non va bene, ho fatto del male a me e non solo.
E’…mi conosci, sono un po’ in difficoltà a casa, poi non è un buon periodo.
E se hai una fidanzata,ragazza, donna, compagna quello che è… ok, però…. Non farle conoscere Marta, non sono pronta al fatto che ci sia un’altra persona nella sua vita,lo so che è piccola e magari per lei non è niente ma lo è per me.
Non sono pronta, magari se mi guardi pensi l’opposto ma non sono ancora riuscita ad accettare…. Volevo darle il meglio, una famiglia e non ci sono riuscita e adesso se un’altra persona dovesse far parte della sua vita, mi togli, l’unica persona con cui non ho sbagliato…e… Allora ci vediamo domani”

La voce del menù che ti chiede di premere 0 se vuoi cancellare il msg e tu che guardi quella tastiera, sperando che premendo quel tastino oltre a cancellare quelle parole, si porti via anche il rimbombo che ha scatenato dentro di te. E’ stato stupido dice lei, stupido un cazzo pensi tu, per la prima volta dopo mesi finalmente l’avevi lì, il momento era perfetto, quello che stava per succedere era perfetto, l’hai sognato circa ogni notte da quando vi siete lasciati, ma il destino ha deciso che in quel preciso istante suonasse il campanello e tutto si sfasciasse come un castello di sabbia all’arrivo dell’onda. Tutto in macerie, tutto cambiato un’altra volta: adesso lei pensa che Ginevra sia chissà cosa, mentre veramente non c’è mai stato nulla, mi ha chiamato “amore” si ma se la conosci, scopri che chiama così anche il tabaccaio sotto casa, non mi pare una cosa così speciale, no veramente non lo è, ma per
lei che non lo sa, è caduto tutto, io sono tornato quello stronzo che ero prima, quando con violenza è entrata in casa mia, solo che sta volta non ci sto. La rivoglio, voglio lei e Marta, voglio svegliarmi ogni giorno e averle con me, solo così posso finalmente tornare ad essere me stesso.
Una camica allacciata di fretta, un paio di jeans indossati saltellando per la casa talmente ho voglia di andare a dirle quello che ho in mente, le chiavi della moto prese al volo e via fuori casa, nel traffico di Roma che sta volta non sopporto perchè sembra che il tempo non passi mai e io vorrei essere già là, vorrei che st’agonia finisca: o dentro o fuori, ma devo dirglielo per forza, senza sto male.
Arrivo sotto casa di Pivian, mi attacco al campanello ma mi risponde il gobbo che lei è uscita, non è in casa e stranamente mi dice dove posso trovarla, forse ha sentito un minimo di agitazione nella mia voce, visto che praticamente ho urlato. Risalgo in moto e via di nuovo, sta volta verso villa borghese, il gobbo mi ha detto che ha portato Marta là per farla passeggiare un po’ in mezzo al verde. E’ un parco molto grande, ma sento di sapere dove posso trovarla, c’è un posto speciale dove quando eravamo ragazzi andavamo a buttare la coperta nei pomeriggi di primavera, per guardare le nuvole che cambiavano forma e fantasticare sul nostro futuro: lei mi diceva che lì avrebbe portato i suoi figli perchè quel posto le ispirava una tranquillità incredibile, sarà che è così lontano dai rumori della città, sarà che lì se qualcuno non sa dove sei, puoi veramente lasciare il mondo fuori, non lo so ma so dentro di me che è lì dove sta ora.
Mi addentro per i sentieri del parco, faccio na curva ed eccola quella radura: sono lì. Ha portato una coperta come allora e sta giocando con Marta: cazzo quanto son belle, quanto voglio di nuovo averle nella mia vita. Mi fermo un attimo a guardarle, poi mi incammino piano, quasi con la paura che si spaventino e scappino via, eccole sono ad un metro da me e ancora non si è accorta di me.
“ciao”
Marta si gira e mi sorride.
“Ma..Marco, che ci fai qui?”
“Avevo bisogno di parlarti e son passato a casa tua: il gobbo mi ha detto che stavi a Villa Borghese ed io sapevo che ti avrei trovato qui”, prendo in braccio Marta, che si diverte a passare la mano sulla barba incolta e ogni tanto lancia uno strillo di contentezza, per poi concentrarsi sulla croce che spunta dalla camicia, la tira, la rigira, aggrotta le ciglia, a me fa morire quando fa così, chissà che pensieri girano in quella testolina e inevitabilmente mi viene da sorridere. Mi siedo sulla coperta e poi mi sdraio, tenendo la bimba con le mani sollevata facendole fare l’aereoplanino, lei sembra gradire visto che sorride e lancia dei gaaaaa di contentezza, poi la metto tra me e Eva e le parole cominciano ad uscire da sole e man mano io mi sento sempre più leggero:

“non è stupido, voglio dire ho sentito il tuo messaggio in segreteria e tu dici che è stupido. Per me non lo è, sono stati gli unici momenti negli ultimi mesi dove mi sono sentito a posto, gli unici che vale la pena da mettere nei ricordi, quelli che quando ci pensi, ti ritrovi a sorridere come uno scemo e pensi che la tua vita ha un senso se ci sono momenti così. Per quella ragazza che hai visto, lei chiama amore tutti quelli che conosce, chiedi al tabaccaio sotto casa sua. Non c’è stato nulla, siamo finiti una volta a letto, ma anche lì non sono riuscito a farci niente, visto che sul più bello chiamavo te, si proprio Eva mi usciva. Ma non voglio giustificarmi, anche tu hai qualcuno che ti riempie bar di palloncini, non ti incazzare fammi finire, è successo: io e te abbiamo avuto nuove esperienze ma basta poco per farci ritrovare quella magia che solo noi abbiamo e che mi manca, cazzo. Io sto bene quando siamo noi, non mi importa di litigate, di quando giriamo per casa senza volerci incontrare perchè siamo troppo incavolati per parlare, succede anche questo, ma poi ci sono i momenti come adesso dove siamo noi con la cucciola e nessuno riesce a farmi pensare che ci sia qualcosa di sbagliato o che debba finire in un tuo sorriso, nel mio cuore che batte forte perchè tu stai vicino a me. Questo volevo dirti: io ti amo ancora e penso che sarà per sempre e non è stupido, è la mia vita”

Do un bacio a Marta, uno sguardo a lei, mi alzo e mi incammino verso l’uscita: non so cosa succederà domani o tra un ora, so che quello che ho detto è quello che sento, di più non posso fare.

E… uo… e….
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te

By |2011-03-06T13:27:34+00:00marzo 6th, 2011|Racconti|0 Comments