Una spiaggia, un’agenda, emozioni

Una spiaggia, un’agenda, emozioni

Tu sei li che passeggi sulla spiaggia e io qui appoggiato a questo moscone ti osservo, reggendo in mano la mia agenda dove appunto pezzi di una canzone che dovrebbe essere pronta per sta sera, ma che in realtà ho dentro da un po’ di tempo. E’ sempre stata lì dentro di me, dal giorno che ti ho visto il pancione, da quella dannata sera in cui mi hai detto sei incinta di lui. Il primo sentimento che mi ha invaso è stata rabbia, delusione ma poi con i giorni che passavano, con la mano appoggiata a quel pancione che cresceva, con la tua testa appoggiata alla mia spalla, mi sono sentito legato a quel piccolo essere che si formava dentro te, mi sono sentito legato alla tua fragilità, alla tua insicurezza, al tuo non essere la Eva che conoscevo che allo stesso tempo ti ha reso più debole, più umana e forse più bella. Tutto questo è capitato davanti ai miei occhi e dentro di me, le note e le parole hanno pian piano preso forma da sole ed ora vedranno la luce.

Quando ti addormenterai
con gli occhi chiusi
i pugni quasi
Sognerai quel che vedrai
i suoi sorrisi
rossi e accesi
Una melodia che sale su
fin dove sei

Guardo le dita dei tuoi piedi giocare con la sabbia, la mano fissa sul pancione e lo sguardo perso nell’immensità del mare. Stai cercando le parole per dirlo a tua mamma e la cosa ti preoccupa molto perché gli occhi sono socchiusi e quella ruga è apparsa. Certo non dev’essere facile, ma per te non lo è stato mai: hai visto i tuoi separarsi, sei venuta in questa città seguendo tua madre e i suoi sogni, lasciando tutte le cose che amavi lassù, ti sei innamorata di un ragazzo che alla prima vera difficoltà se n’è andato lasciandoti un pezzo di carta ed ora ti ritrovi con un figlio di un padre che non c’è e la responsabilità di doverlo dire a tua mamma. Sai le parole sono difficili da trovare, io ci gioco per lavoro tentando di buttare in piedi delle canzoni e ogni tanto mi fermo a guardare un foglio bianco non sapendo come riempirlo. Quelli sono i momenti in cui mi alzo ed esco: vengo in posti come questo per cercare dentro di me e anche io faccio come te, fisso il mare, sperando che ad ogni onda mi arrivi qualcosa al cuore, qualcosa alla mano che regge la penna e le parole comincino ad apparire su quel foglio bianco. Stai lì Eva, respira a pieni polmoni, guarda l’onda che viene e quella che va, prima o poi succederà anche a te e allora saprai cosa dirle.

A te che non sei ancora tu
ma presto lo sarai
Ora dorme pure lei
le braccia ai fianchi
fresche e stese
Sogna te che sognerai
cuscini bianchi
come rose
Ninna nanna
che poi scende giù
fin nei tuoi sogni

Sogna. Sogni. Quante volte ho usato questa parola in questi versi, ma se non ci fossero loro che senso avrebbe la nostra vita? Da quando ci sei piccoletta, si perché per me sei una femminuccia, mi capita spesso di pensare a te. Ti vedo nei miei sogni, ti sento piangere la notte e vedo la tua mamma che con la faccia assonnata viene a prenderti per darti la pappa, ti vedo sul dondolo in braccio a lei mentre ti culla per farti dormire e quel pazzo di Walter che ti fa le boccacce perché “Un sorriso di Annitina mia vale come na champions” e come si fa a dargli torto? Ogni tanto sogno il tuo viso e mi domando se avrai gli stessi occhi della mamma, quelli che quando mi fissano mi tolgono le parole e inconsapevolmente abbasso lo sguardo. Mi domando se quando ti faranno i complimenti anche le tue guance si coloreranno, e se quando penserai anche tu giocherai nervosamente con le mani e quella ruga apparirà per magia, per scomparire nell’attimo stesso in cui smetti di pensare. Forse ti immagino troppo simile a tua mamma, ma per me saresti perfetta così.

A te che non sarai più solo tu
perchè sarete voi
Sarete voi
la vostra storia
Sarete voi
due sguardi in aria
Sarete voi
la mia memoria
Sarete voi
il mondo intorno a me

Eh si, dentro di me qualcosa mi spinge verso di voi, sarete voi le persone a cui vorrò confidare i miei segreti, sarete voi a cui sorriderò quando qualcosa mi renderà felice, come i tuoi primi passi, la prima volta che dirai mamma e io guarderò quegli occhi inumidirsi prima di sentirmi dire “Marco ma hai sentito? Ha detto mamma.” con quel sorriso speciale che ti esce a volte ed io ti prenderò in giro felice di aver condiviso anche quel momento della tua vita. Si qualcuno diceva “del doman non v’è certezza” io una ce l’ho, il mio mondo sarete voi, tutto quello che ho.

Nota: E’ un racconto scritto vedendo una scena di un telefilm che guardo, I cesaroni 3. Lo trovate anche qui in formato pdf se volete scaricarlo

By |2009-05-07T09:36:58+00:00Mag 7th, 2009|Racconti|0 Comments

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